Beneficenza d'Autore
 
Sergio Frascari

Siamo nello studio di Sergio Frascari, pittore. Una antica torre del '500 nota come "Palazzo delle Biscie" a Molinella.
Dall'alto il nostro sguardo si perde nella piana bolognese, dove l'artista è nato e vissuto.
L'atmosfera dell'atelier è magica, gli odori degli oli e della trementina si mescolano con quelli del caffè appena fatto.

La prima domanda che mi viene in mente è: mi risulta che lei sia impegnato anche in attività economiche industriali, ritiene di essere un imprenditore rubato alla pittura o viceversa?
"Per essere un buon imprenditore si deve possedere un alto tasso di fantasia. Per gestire un'azienda con tutte le problematiche di oggi è necessaria un'inventiva non seconda a quella che serve per fare un'opera artistica"

Vuole dire che tutti gli imprenditori potrebbero essere pittori come lei?
"Di sicuro il potenziale espressivo del vero imprenditore va oltre la gestione dell'azienda. Ho moltissimi amici che mantengono attività parallele straordinarie in campi diversissimi…"

La fantasia è dunque il motore della nostra economia?
"Assolutamente sì"

Mi dica di lei…
"Sono sposato e ho cinque figli. Di venti anni il primo e di due l'ultimo. Quattro maschi e una femmina. Una grande avventura!"

Una scelta coraggiosa vorrà dire!
"A volte lo penso anch'io, però ne vale la pena"

Tutti con la stessa moglie?
"Sarebbe "alla page" dire di no, invece è proprio così".

Ha studiato arte o economia?
"Avrei voluto iniziare con istituti d'arte ma a quel tempo mio padre saggiamente me lo impedì. Studiai chimica, poi solo dieci anni fa mi iscrissi all'Accademia delle Belle Arti di Bologna dove frequentai da fuori corso pittura, scultura, incisione, anatomia, storia dell'arte e nudo"

Quindi con modelle che posavano per lei?
"Naturalmente, ma non alluda alle storie fra pittori e modelle È un pò come avviene fra il medico e la bella signora o come essere in un campo di nudisti: dopo il primo 'impatto' non ci si fa più caso"

Mi dica dell'azienda.
"Tratta prodotti chimici per l'industria. Oggi è parte di un gruppo leader mondiale. Per questo viaggio molto e ho contatti con tante persone. Raccolgo stimoli e idee che spesso traduco nei miei quadri"

Parliamo ancora del lavoro. E' quindi stato suo padre ad inserirla nell'azienda chimica?
"No, lui è stato dirigente d'azienda e sicuramente mi ha fatto respirare un'aria stimolante. Io ho iniziato come venditore e dopo aver cambiato un paio di aziende sono diventato direttore di quest'ultima che nel '90 con una operazione di "leverage by out" ho poi acquistato"

Complimenti! Altri interessi extra lavoro?
"Lei mi porta sempre fuori strada. Mi preme parlare d'arte. Comunque posso dirle che mi sono fatto coinvolgere nella gestione di una squadra di calcio che milita in Eccellenza, di cui sono presidente e sono altrettanto a capo di un gruppo denominato 'Amici dei Monumenti' che si prefigge di salvaguardare e ristrutturare opere architettoniche di pregio"

Sport; quindi solo calcio?
"Amo il fascino libero che mi trasmette la vela. Pratico sport acquatici e mi piace sciare"

Scusi, ma quando trova il tempo per dipingere?
"Mi aspettavo questa domanda. Prima di tutto, dipingo da sempre e ho la certezza che lo farò per tutta la vita. Dipingo la notte, come lo fanno la stragrande maggioranza degli artisti. Non ci sono interferenze, telefonini e altro"

E non dorme?
"Dormo poco ma quello che vorrei dire è a proposito della grande opportunità della delega: penso che un buon manager non debba essere accentratore. Ricordo Lee Jacocca, il grande capo di una nota fabbrica di auto americana che sceglieva i propri manager in funzione del tempo libero che essi riuscivano a ritagliarsi. Scartava quelli che "facevano notte" in azienda perché li riteneva, appunto, incapaci di delegare. Delegando si fanno crescere i collaboratori e resta tempo per organizzare nuove cose o…per dipingere!".

Va bene, mi parli allora della sua tecnica, del suo stile.
"È in continua evoluzione. Guai se non lo fosse. Trovo stimoli nella ricerca dei materiali, dei soggetti e dei metodi applicativi. Mi definisco comunque un informale materico che non rinnega la figurazione"

Vedo nei suoi quadri un effetto quasi luminescente, che cos'è?
"È quello per cui sono conosciuto. Non firmo i quadri davanti proprio nella pretesa di essere unico! I riflessi di luce che rendono i colori vivissimi sono dati da procedimenti che da chimico quale sono, ho trovato io"

Le piacciono?
"Rendono in effetti il quadro sempre diverso a seconda di come lo si guarda o come si sposta la luce che lo illumina!"

Mi dica, dove ha esposto i suoi quadri?
"In importanti gallerie, in spazi pubblici e in fiere di settore. All'estero, in Francia, in Germania, negli USA e in altre nazioni. Nel mio sito internet troverà tutto"

Lei ha aderito all'iniziativa della nostra rivista di destinare un'opera in beneficenza, perché lo ha fatto?
"La mia pittura mi gratifica per tanti versi, questo è il più nobile. Chi ha ottenuto fortuna nella vita ha il dovere di bilanciare il più possibile le sofferenze di altri. In questo caso peraltro verso la categoria dei più deboli: i bambini. Piuttosto complimenti alla Vostra rivista per l'iniziativa, molti altri editori che offrono spazi agli artisti, pretendono in cambio un opera esclusivamente per arricchire la propria collezione privata"

Grazie Sergio per aver accettato la proposta di Comunica.
"Non lo dica per favore. Tocca a me! Anzi il mio auspicio è quello di ritornare con voi al numero 100. Oggi il numero uno…".

Salutiamo Sergio Frascari con una sensazione di sereno appagamento, così come traspare dagli orizzonti dei suoi paesaggi o dal volo delle sue aquile che si liberano in tramonti mozzafiato. Troverete altro di lui all'indirizzo www.frascari.com, anche se ci permettiamo di consigliarvi una visitina al "Palazzo delle Biscie" a Molinella, in via Provinciale Superiore 25, previo accordo telefonico allo 335.394727.

 
     
L'opera
 
 
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