Beneficenza d'Autore
 
Achille Ghidini

Achille Ghidini, ingegnere scultore. Lo chiamano tutti così. Ha da poco lasciato la carica di Sindaco di Grizzana Morandi, un paese carico di fascino e di cultura nella collina bolognese, vicino a Marzabotto. Durante il suo incarico di Primo Cittadino, Achille ha dato risalto al grande pittore Giorgio Morandi che amava trascorrere le vacanze da quelle parti, attraverso importanti opere e mostre a tema.
Achille Ghidini lo ha fatto con la passione di chi ama veramente l'arte al punto da farne una ragione di vita. Dalla sua casa-studio osserviamo la vallata del Setta che si apre sotto al suo terrazzo e conversiamo cordialmente. Sua moglie Maria Assunta, psichiatra di professione, ci ha preparato una cena con le prelibatezze dell'orto, sublimate in una zuppa di rigorosa tradizione e poi un pollo, in umido, veramente indimenticabile.
Attorno a noi sculture e sculture. L'atmosfera è speciale e Achille sorride compiaciuto.

Dove finisce l'ingegnere e comincia lo scultore?

"Siamo una cosa sola, naturalmente! Nel mio passato ho dato priorità allo studio e alla professione, ora la scultura è il mio presente"

Ho letto un testo critico su di lei di Tommaso Paloscia che si intitola "Ghidini senza pace", che significa?
"Credo che ognuno di noi nasca con un destino. I fatti della vita stimolano l'individuo che risponde a questi in modo coerente al proprio carattere. Io per natura sono un "curioso", ho l'animo dell'esploratore, del ricercatore e sono sempre stato in tutto un "Ulisse senza mai pace!"
Mi parli di lei.
"Nel '44, a quattro anni, persi entrambi i genitori nell'eccidio di Marzabotto. Da allora la mia vita è stata un susseguirsi di mutamenti: prima restai da una zia, unica parente superstite, poi mi adottò una importante famiglia di Milano. A 18 anni entrai in accademia militare a Modena e poi mi laureai in ingegneria, a Bologna"

Come cominciò il lavoro?
"Prima con le Officine Galileo a Firenze mi occupai di progetti militari soprattutto all'estero, in particolare rimasi due anni in Germania poi tre in Israele. Dopo una parentesi nelle industrie Maccaferri di Bologna, tornai a progetti di armamenti con la Selenia di Roma. Altri importanti incarichi in Medio Oriente, in Inghilterra e quindi negli USA, dove a L.A. mi occupai di laser e infrarossi. Diressi nell'occasione uno staff di tecnici e di militari"

Una carriera pericolosa?
"Ricordo qualche episodio, legato soprattutto alla segretezza di certe nuove tecnologie, comunque in effetti mi stancai di quella vita e tornai a Roma per riprendere il lavoro con la mia prima azienda: la Galileo. Il mio nuovo ruolo fu di alto livello e durante quel periodo conobbi Maria Assunta, mia moglie"

E quando è nata questa sua arte e come è diventato scultore?
"Nel '75 conobbi il grande maestro Giacomo Manzù che mi accompagnò a visitare il suo atelier, quello che io sentii subito essere "il Paradiso dell'arte" e a proposito di destino, fu una folgorazione!"

Così, senza precedenti, senza studi specifici e con la sola esperienza tecnica?

"La mia mente e la mia anima erano pronte! Guai se non fosse successo. Facevo cose fantastiche sul lavoro ma non mi bastava più! Mi sentivo imprigionato, la mia creatività era imprigionata. Cercavo un linguaggio che non avevo ancora scoperto: Manzù fu la mia chiave!"

Come furono i primi passi nella scultura, da dove cominciò?
"Non fu certo facile, potrà immaginare. Molti pensarono che Ghidini era impazzito! All'inizio mi nascondevo e lavoravo di notte. Andavo sulla spiaggia di Torvaianica nel litorale romano a "rilavorare" i tronchi che il mare mi offriva"

Ma come fa un ingegnere, abituato alla logica, a fare l'artista che segue per definizione percorsi tutt'altro che logici?
"La razionalità può convivere con la libertà delle emozioni e le intuizioni creative hanno poco o nulla a che fare con la ragione. Ho lavorato tanti anni per capirne il fenomeno e per riuscire a liberarmi da molti vincoli che ci incatenano inutilmente!"

Ingegnere scultore, le pesa questa definizione?
"Affatto. I clienti di sculture, i collezionisti d'arte, vogliono sapere che oltre la creatività l'artista deve possedere anche la tecnica, la conoscenza dei materiali e degli equilibri statici"

In effetti alcune delle sue sculture sembrano quasi volare, rimanendo in bilico in improbabili equilibri.
"È vero, alcune si slanciano dalle basi con sottili steli, apparentemente esili e fragili, per trovarne poi la forma nella parte terminale dell'opera, come fossero fiori al vento! Curo la scelta dei materiali affinché l'elasticità diventi una caratteristica dell'opera che nella sua ondulazione ne risalti la tematica essenziale"

Recentemente lei ha inaugurato un importante monumento a Bologna e mi risulta che le sue opere siano presenti in musei, gallerie d'arte ed in grandi collezioni private. Lei Ghidini è un artista di successo ma come può riuscire un giovane, senza mezzi finanziari e senza importanti appoggi a "sfondare" nell'arte?
"È davvero molto difficile ma non di più che in tutte le attività professionali! Se si è capaci, quasi sempre si fa carriera. Non basta imbrattare tele o fare statuette per definirsi pittori o scultori. L'arte è un sentimento forte, è un percorso che ti prende una vita. È come l'aria che si respira: non puoi più farne a meno!"

Caro Maestro, in questa intervista abbiamo parlato più della sua vita che della sua arte, peraltro nota, ora mi dica perché aderisce a questa iniziativa benefica?
"Io sono stato molto fortunato nella vita, a dispetto della disgrazia iniziale, seppur tanto grande! Ho due splendidi figli Giacomo di 20 anni e Bruna di 19 e sono felice e soddisfatto per quello che faccio. Il mio pensiero va ai più deboli, ai meno protetti. A loro voglio dire di non arrendersi mai perché al brutto segue sempre il bello. Io l'ho verificato. È stato possibile con l'aiuto che ho avuto da tanti e a loro devo moltissimo. Comete aiuterà i bambini bisognosi ed anche me stesso, nella mia ricerca costante di equilibrio: una condizione essenziale per vivere in serenità. Grazie"
Grazie a lei, Ghidini, grazie di cuore!

Lo salutiamo cordialmente e mentre scendiamo la collina, attorno a noi i boschi dove Achille trova ispirazione e i materiali per le sue bellissime realizzazioni. Per coloro che vorranno visitare il suo Atelier, troveranno Ghidini in Via Veggio Poggiolino 40 Grizzana Morandi Bologna. Telefono 051/913456.

 
     
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